giovanni, 27 Feb 2010
Fuori dagli schermi
e qualsiasi esistenza non potrà mai competere nell'assenza con una non esistenza. per quanto ci si possa rinchiudere in un guscio chiuso, un corpo nero, una pietanza calda, nutrire di un vuoto spocchioso, una banalità quotidiana, odore di ammoniaca. no, no, no.
lo stesso percepire l'assenza è chiedere che venga valutata come presenza... ed è forse in quel momento che pur persi, tocchiamo più con mano quant'è indicibile, fragile, sciocca e senza fondo sicuro la nostra coscienza. Tocchiamo quello che, pur se pochi o molti istanti, ci separa da un codice comportamentale precostituito dalle sovrastrutture culturali. Forse. Se non siamo anche in questo caso anche malati d'un altro tipo di malattia sociale, insieme ad altri che incontriamo poi, quasi per caso, ogni giorno. Tanti che sentono il bisogno di "essere".. ma in fondo non saremo mai pienamente.. e forse non ne vale comunque la pena.
quindi non aspettare alla finestra. ma vivi la vita. prendila in pieno, e saggiamente, come si fa con un bicchiere di vino, senza che il gusto venga superato dall'idiozia semplificatrice dell'ebbrezza. Con o senza sovrastrutture, fottitene. scendi dal davanzale, e grida anche tu quello che cerchi. ci sarà tempo quando non saremo più qui per farci richiamare da altri.
giovanni, 2 Feb 2009
Déjeuner de jeunesse
e il tempo è una grande tavolata. è un eterno rincorrere di minuti, di primi e di secondi. i commensali si incontrano, si siedono poi si allontanano un attimo, si spostano, si parla un poco qui e un poco là, si festeggia e si canta, oppure si resta in silenzio, e si interrogano gli sguardi, quando si ha la forza di portarli al dunque. o si sta un po' in disparte, 'ché ci si sente fuori luogo, si risponde un po' umili ma tirati e forse da sembrare antipatici, ma è solo disagio, o forse qualche piccolo dolore passeggero, qualche porzione di torto da digerire o da accusare. poi arriva il sorbetto, e qualcuno disquisirà persino di come sia buono con la cioccolata. ma forse è troppo tardi per parlare di tutto questo. chi si è fermato troppo sulle parole non può far altro che scriverle su un qualche fazzoletto, perché nessuno è rimasto ad ascoltarle.
giorgio, 11 Avr 2008
ouverTour
Dopo l'estenuante e meravigliosa avventura del Primo Disco e il connubio sonoro con Amerigo e Maurice (oltre alle nostre "schiere urlanti" è a loro che non smetteremo mai di dire MERCI) torniamo all'amata dimension live che ci vedrà ostinatamente e orgogliosamente protagonisti da Aprile in poi (finchè fiato e spiccioletti non ci separino)!
Autonomi e spavaldi, un pò spaventati e desiderosi di confermare che qualcuno, fossero anche in pochissimissimi.. ancora ha voglia di scoprire leitmotive qua e là celati (e qui risiede crediamo anche il nostro compito)...
Come sarà l'OuverTour? ce lo chiediamo spesso in questi giorni... Ma chi può dirlo sul serio?
Di certo Audace, Bianco a tratti, Sporcato e.. Restless..
E.. a pochi passi dalle elezioni: chissà se qualcuno è skiattaaato davvero.. invano?...
eh eh eh..
Siamo ansiosi di presentarvi e suonarvi finalmente questa nostra nuova creatura: al completo , senza fronzoli; lasciando che la sua eclettica audacia sonora vi trasporti più in là, per un lasso di tempo, come ha fatto con noi, delle consuete, invadenti "normalità". La dimensione teatrale ci sarà ancora ma a tratti solo accennata, tenue, non esasperata.
Ma non vogliamo, e dubitiamo di esserne in grado fin in fondo, svelarvi nulla : l'evento è già poter ancora una volta provare a comunicare col mondo esterno attraverso la nostra musica, i propri strumenti, gesti e parole... così .. nella maniera più autentica (unico merito che vogliamo immodestamente attribuirci) ed immediata, a noi in fondo più consona.
Del resto non abbiamo mai fatto finta di non essere insani
. In guardia, mabusici! E mai come questa volta chi può, con pochissimo, ci stia vicino.
Giorgio. Leitmotiv
giovanni, 21 Oct 2007
un anticipo privato.
Cher N,
[...]
spero che tutto vada per il meglio, non so dove tu sia in questi giorni - può darsi altrove, può darsi sempre con un passo a parigi, come tutti i parigini
Dal canto nostro, siamo oramai quasi giunti al primo punto del nostro progetto artistico: l'album ufficiale.
[...]
Il disco, che al momento non ha ancora un nome, avrà delle nuove canzoni, più altre che erano già nei nostri provini precedenti, ma registrate nuovamente, suonate e arrangiate in maniera diversa - con un altro spirito.
Infatti, Amerigo Verardi, un celebre produttore artistico nel panorama indipendente italiano sta lavorando con noi, e, forte della sua esperienza, sta dirigendo tutti i nostri sforzi creativi verso alcune direzioni precise. Evitando facili barocchismi, e dispersione.
Semplificando (forse troppo, perdonami), le linee da lui tracciate alla base dell'album sono: l'emozionalità - in un nuovo senso, molto lontano dal gusto moderno stile 'la mia piccola cameretta' - e l'essere del Sud (nella sua definizione più larga), ovvero mostrare il diverso vibrare di altre culture (in questo caso, più specificatamente mediterranee).
Nei testi, e nelle scelte sonore siamo per natura lontani, e vogliamo esserlo, dal gusto anglofono corrente. In qualche modo un approccio simile a quello dei ManoNegra, anche se molto diverso nel risulato, ovviamente: suoniamo altri generi!
Ci saranno delle canzoni molto forti - poiché l'anima italiana è decisamente in crisi in questo periodo - e altre molto liriche, con la forte presenza del piano e talvolta del violoncello.
Non tralasceremo però canzoni ritmiche, ovvero che richiamano il movimento, come la celebre tarantella (Taranto, è la nostra città d'origine, ti ricordi?) - una danza che risponde in effetti al bisogno dell'uomo d'entrare in uno stato di transe, una fuga naturale dall'alienazione d'un sistema che sia culturale, sociale o individuale.
Ci sarà del mito. Dell'eroismo. Delle storie. Del calore. Del fuoco e del deserto. Della pioggia. E il mare. Il mare ritornerà più volte.
[...]
Un abbraccio forte, e scrivimi di te, sono curioso! 
js
giorgio, 23 Jul 2007
save goodbye
Ciao Sergio, a noi non resta altro da aggiungere. in quella data il nostro pensiero volerà verso te e verso quel piccolo tempietto musicale che hai portato avanti negli anni, con orgoglio: il tuo Villanova..
Un saluto fortissimo, cumbà!
"Ricorda Signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco, non dimenticare i loro volti che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti... Come un'anomalia..." (F.De Andrè)
Ciao Sè.
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