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L'isola che non c'era

27 Dec 2008

L'isola che non c'era

by Riccardo Colabattista

Come un carrozzone che vaga per l'Europa, come un teatrino di marionette pronto a chiudersi in un baule quando finisce l'esibizione davanti a pochi spettatori incantati. Il primo lavoro sulla lunga distanza dei Leitmotiv ha temi musicali e una struttura interna che ben rievoca quello spirito teatrale di un tempo, di quando gruppi di persone vagavano per terre sconosciute portando con se solamente la passione per l'arte e i propri strumenti. In questo caso gli attori principali sono cinque ragazzi salentini che usano la musica per dare sfogo ai loro istinti creativi, quanto mai privi di barriere di alcun genere. Nelle sedici tracce di questo album possiamo ascoltare il prog-rock di
Le flute magique, il folk cantautoriale di Acqua di luna, la psichedelia di Lookin' forward o il bellissimo pezzo vocale Down. Alla miscela di generi musicali si sposa un utilizzo di lingue che tanto assomiglia ad un viaggio attraverso il vecchio continente. Tra inglese, francese e italiano c'è anche il dialetto di Sava, piccolo borgo della provincia tarantina, che viene utilizzato nella coinvolgente Donca.
Un viaggio che apre le menti e fa sentire liberi ma allo stesso tempo con i piedi ben piantati a terra, quella terra d'origine che la band porta dentro di se e che accompagna tutte le sue composizioni. L'audace bianco sporca il resto è un disco maturo, frutto di anni di lavoro “sporco” e di live in giro per l'Italia. La varietà delle tracce dà sicuramente un gusto di originalità al lavoro anche se la quantità (forse eccessiva) rischia di far cadere l'attenzione dell'ascoltatore oscurando così le canzoni più significative.

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