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3 Dic 2008

ArtistsAndBands

di Maurizio Baldassarre

Ancora una volta la stagione autunnale si conferma densa di grandi debutti discografici per l'indie-rock italiano: alla già lunga schiera di validi lavori prodotti da band più o meno esordienti, si aggiunge proprio in queste ultime settimane "L'audace bianco sporca il resto", primo album dei Leitmotiv.

Pugliesi di nascita ma fondamentalmente cosmopoliti, la loro musica è un originale intreccio di stili e culture diverse, un rock maturo con intarsi folk, melodici, a volte quasi teatrali. Come nel brano Balocchi, che apre l'album con una lunga intro strumentale punteggiata dalle note del pianoforte, per poi lasciare spazio all'intenso recitato del cantante Giorgio Consoli. Si innesta invece su un diverso filone sonoro la successiva La flute magique, primo estratto per la programmazione radiofonica, in cui la band riprende la nota fiaba tedesca per farne una versione fortemente metaforica e sottilmente critica, in cui i celebri ratti diventano uomini "aggressivi e senza controllo".
L'attenzione dei Leitmotiv per la cultura folkloristica europea e non, si riversa poi in brani come l'esotica Nuhar, una sorta di poetica favola in due variazioni sonore, o la martellante Donca, canzone scritta e cantata nel dialetto di Sava, piccolo borgo della provincia tarantina di cui sono originari quattro componenti della band; senza dimenticare l'intermezzo intimista e quasi completamente strumentale di Lookin' forward, che risuona delle voci e dei rumori caratteristici di paese, o ancora Le bonheur, piccola composizione in francese sulla felicità.

Con L'audace bianco sporca il resto, i Leitmotiv dimostrano una maturità e un'originalità testuale e compositiva che è raro riscontrare in un qualsiasi album di debutto. Un ottimo biglietto da visita, in attesa di ulteriori conferme del loro grande talento musicale.

Brani consigliati: Balocchi, E' già tardi, Nuhar (I), La flute magique, Talita Kum

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